NOVITÀ – IL MIO NOME È JASON SHELDON di GIULIA BEYMAN

IL MIO NOME È JASON SHELDON

di

GIULIA BEYMAN

 

Il 21 febbraio 2021 esce il nuovo volume della serie di Nora Cooper  firmata Giulia Beyman. Questa volta si tratta di un thriller ad alto tasso adrenalinico. Come sempre l’Autrice porta per mano i suoi lettori all’interno di una storia ricca di colpi di scena. La suspense non manca anche perché  Nora è coinvolta in prima persona in quanto viene rapito proprio il suo nipotino Jason.

Non vogliamo anticiparvi altro per timore di fare spoiler, ma grazie all’amicizia che ci lega a questa compagna di crimini le abbiamo chiesto di rispondere  a qualche  domanda:

  • Come ti senti arrivata al nono libro della fortunata serie di Nora?

Come a ogni uscita, mi sento stanca e anche molto emozionata. Quando nasce una nuova storia non sai mai fino in fondo cosa ne penseranno i lettori, o che vita avrà. Insomma, continua a esserci sempre un po’ di sana trepidazione.

In questo caso specifico, mi ritrovo anche spesso a pensare al pezzo di strada che io e Nora abbiamo fatto insieme fin qua. Sono passati un po’ di anni, e le nostre vite – sia la mia che la sua – sono un bel po’ diverse da quando è uscito “Prima di dire addio”.

Insomma, questo nono libro è anche un momento di bilanci. Per me, e per Nora.

 

  • Nel corso di tutti questi romanzi il personaggio ha avuto un’evoluzione, negli anni ha accettato il suo rapporto con l’aldilà , è come se avesse aperto nuovi canali , ti va di parlarcene?

Portare avanti per tanti libri un personaggio seriale ha indiscutibilmente molti benefici, ma c’è sempre l’altro lato della medaglia. Si corre il rischio di riproporre meccanicamente una formula che funziona. In questo caso specifico a un certo punto ho avuto paura che l’elemento dello Scarabeo potesse diventare ripetitivo. Anche per questo il rapporto di Nora con l’aldilà si è evoluto. E perché la vita è cambiamento.

 

  • C’è un’affinità con il tuo percorso personale?

Direi di si. In diverse cose Nora mi precede e mi accompagna.

Man mano che passano gli anni, siamo tutti portati a concentrarci su interrogativi più “universali”. Il senso della vita, il rapporto con le persone che perdiamo, la natura di ciò che non possiamo vedere. Sento che in questo io e Nora ci rispecchiamo l’una nell’altra.

Come lei, ormai non è un mistero, credo che la vita non finisca con la morte.

Anche se i gialli, come narrativa di genere, vengono spesso considerati lettura di puro intrattenimento, sono convinta che offrano una grande opportunità per riflettere in modo simbolico su grandi temi come la vita e la morte, o il bene e il male.

 

  • Nel romanzo Il mio nome è Jason Sheldon  ritorna il gioco dello  Scarabeo, tramite tra Nora e Joe, l’ex marito poliziotto morto in un conflitto a fuoco. Sentivi il bisogno di tornare al rapporto fra i due perché il bambino rapito è suo nipote?

Il motivo dello Scarabeo è sempre stato uno degli elementi più caratteristici della serie. Negli ultimi libri mi sono sentita in qualche modo costretta a tradirlo, per evitare – come ho detto prima – che diventasse troppo “meccanico”. Tra l’altro, dopo che Nora ha sposato Steve, il rischio era anche quello di creare un insolito ménage à trois, che poteva diventare difficile da gestire.

Il legame affettivo con lo Scarabeo, però, è sempre rimasto. Come quello di Nora con il suo primo marito. Così appena ho immaginato questa storia, che coinvolge uno dei loro nipotini, ho subito pensato che Joe e lo Scarabeo dovessero assolutamente tornare in campo.

 

  • Per la prima volta troviamo Nora che collabora con Steve e con l’FBI nelle ricerche, come sei riuscita a bilanciare le scoperte e le illuminazioni all’interno della storia senza penalizzare né lei né le forze dell’ordine?

Ecco. Essendo anche voi scrittrici di gialli avete subito colto il punto. Direi che siamo nel territorio “croci e delizie”. Questo è stato proprio uno dei primi problemi a cui ho cercato di dare soluzione in fase di scaletta, ponendomi la domanda precisa “chi fa cosa?”. Non potevo penalizzare troppo né l’Fbi, né tantomeno Steve. Ma, attenti. La protagonista è sempre Nora, e in questo romanzo si tratta di salvare il piccolo Jason, quindi non poteva cedere il suo ruolo di primo piano a qualcun altro.

 

  • Per concludere… Che cosa ti è piaciuto di più nello scrivere questo ultimo libro?

Più di ogni altra cosa, mi ha fatto piacere raccontare ancora dello Scarabeo e di Joe. Si crea un rapporto affettivo con i propri personaggi, per cui ritrovarli dopo un periodo di assenza è come organizzare una rimpatriata tra amici, o persone della stessa famiglia.

Anche Patrick, l’ex marito di Meg, non tornava dal primo volume della serie. Non ha mai brillato in simpatia, e in questo libro gli ho offerto un’occasione di riscatto.

Il dolore non è mai completamente inutile, se non ci si fossilizza sulla domanda “perché a me?”. E Patrick è stato in qualche modo un’occasione per raccontare proprio questo.

 

 

 Sono partiti in otto.
Ma uno è destinato a morire.

Di ritorno da uno spensierato fine settimana sul lago Tully, un pulmino della scuola elementare di Chilmark scompare nel nulla con sette bambini a bordo. E questa volta per Nora Cooper non si tratta solo di una sfida investigativa per aiutare qualcuno in difficoltà. Perché uno di quei bambini è suo nipote Jason.
Gli scolari sono partiti il giorno precedente da Martha’s Vineyard per la loro prima esperienza di campeggio. Una sola notte fuori casa, questo era il programma. Sulla strada del ritorno, però, la tragedia è in agguato.
Nel ristorante dove si fermano a mangiare, i due maestri che accompagnano il gruppo devono soccorrere uno degli alunni, che all’improvviso si sente male. Quando finalmente arriva l’ambulanza che porterà il piccolo in ospedale, gli insegnanti tornano nel parcheggio e si accorgono che il pulmino è scomparso, con l’autista e tutti i bambini che erano a bordo.
Per sette famiglie comincia un incubo che l’Fbi fatica a dipanare. Anche se presto diventa chiaro che il criminale ha in mente un diabolico piano di vendetta che trasforma il rapimento in una drammatica roulette russa. Perché nessun genitore sa quale dei bambini morirà e chi verrà risparmiato.

Un nuovo caso – molto personale – per Nora Cooper, agente immobiliare con l'insolito dono di comunicare con l’aldilà.

 

Lo trovate qui:

https://amzn.to/3bbUHbw