Nella magica Capri la sensualità diventa anche enogastronomica

C’è un vuoto che ormai è un grande amico, tanto lo si conosce bene. C’è una ferita che sta lì da anni, sembra da sempre, tanto è profonda. C’è la vita, responsabile de la mise en scène , che catapulta tutti su un palcoscenico, e tra trucchi, parrucchi, luci e abiti, conferisce ad ognuno il ruolo da protagonista. E poi c’è Capri, sirena dell’amore, che da Deus ex machina sorprende con i suoi colpi di scena. La coppia più che collaudata formata da Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti presenta il suo nuovo romanzo «I love Capri» (Spearling & Kupfer, pag. 266 euro 12,90), un lavoro in apparenza tinto di rassicurante rosa, ma che si rivela, pagina dopo pagina, un gustoso bariolé. Gli ingredienti sono molti, tutti ben dosati e mescolati, alla calda natura dell’isola si miscelano i profumi proibiti del food porn. Tecnicamente impeccabile. Qui si mangia prima con gli occhi dell’immaginazione e «Conta quello che ci vedi tu».

Da dove nasce «I Love Capri?» «Ci interessava parlare di una location che piacesse a noi e che potesse anche funzionare all’estero. Capri ci è sembrata l’ideale. Poi abbiamo trovato lo spunto, che ci è molto piaciuto, sul famoso food porn che in Italia ancora non c’è. È un modo di presentare il cibo in modo molto sensuale. È piuttosto un discorso di mise en place. Siamo partite comunque da personaggi nostri, italiani».

Il tempo 19_05_2014