Metti che un giorno incontro Adele Vieri Castellano

Roccafitta.
Mi conoscete. Appena ho un attimo di tempo e ho voglia di stare sola, prendo la macchina e mi avvio verso Cosa, l’antica città romana che sorge sul promontorio di Ansedonia. Mi piace andarci al tramonto, quando il sole comincia a scendere ed illumina i resti dell’acropoli con i suoi caldi raggi. Di solito a quell’ora non c’è mai nessuno e puoi camminare fra le pietre che parlano di storia godendo della leggera brezza che spira dal mare. Oggi è venuto Enrico, l’amico di Nicola, e con una scusa li ho lasciati soli - ogni tanto anche gli uomini hanno bisogno di parlare fra loro.
Una volta arrivata, parcheggio la macchina vicino al cancello ed entro. Cosa riesce sempre a stupirmi!  A un certo punto, proprio in cima all’acropoli, vedo una donna bruna con una cascata di ricci, intenta a leggere le notizie storiche su un pannello. Se voleva restare sola, lo è rimasta per poco. Mi  avvicino e la saluto.
«E’ la prima volta che viene?»
Adele, così mi dice che si chiama, mi fissa con espressione rapita.
«Sì, non ero mai stata a Cosa. Me ne avevano parlato delle amiche scrittrici e sono felice di essere venuta. E’ bellissima. In questo posto c’è un’atmosfera unica. Stavo pensando che potrei utilizzarla in uno dei miei romanzi...
Una parola tira l’altra e scopro non solo che Adele Vieri Castellano è una scrittrice famosa, ma  che scrive romanzi sull’antica Roma.
«Come mai un argomento così particolare?»
adele-vieri-castellano«La storia è sempre stata la mia più grande passione. La mia serie, Roma Caput Mundi, è ambientata nel I secolo e abbraccia il regno di due imperatori, Caligola e Claudio. Scriverla ha significato realizzare un sogno: raccontare la storia attraverso le vicende di personaggi in parte reali, in parte inventati. Un modo per far scoprire e conoscere un’epoca affascinante e quasi ignorata.  Lo sapevi che le donne romane, in quel periodo, raggiunsero il massimo dell’emancipazione?» mi chiede. In effetti… no.
«Alcuni storici hanno affermato che, per ritrovare una tale liberalità nella condizione femminile, sia stato necessario attendere il XXI secolo. Diciamo che ho trovato pane per i miei denti» conclude.
«Insomma, sei la nostra Colleen McCollough italiana! Dove posso trovare i tuoi libri?» le domando di getto, entusiasta. Non vedo l’ora di leggere i suoi romanzi.
«Grazie Margherita, sono lusingata da questo paragone, anche perché la McCollough è un po’ stata il mio mentore e la mia ispiratrice. I tre libri della serie RCM li trovi in libreria, pubblicati dalla Leggereditore, così come Il Canto del Deserto e Il Gioco dell’Inganno. Un editore tradizionale, per il mio esordio di qualche anno fa. Ma l’ultimo libro di questa serie uscirà in self publishing, con Amazon KDP e con Kobo, quindi lo trovi solo su questi due store.»
Sono stupita: come mai un’autrice affermata ha deciso di autopubblicarsi? Glielo chiedo naturalmente.
«È molto semplice» mi spiega. «Ho preso spunto dalle autrici americane che hanno già fatto questa esperienza. E sono tante. Ho parlato con qualcuna di loro, qualcuna l’ho ascoltata al Women Fiction Festival l’anno scorso a Matera e, alla fine, ho deciso di saltare tutti i passaggi tradizionali: agente, editore, distribuzione, vendita in libreria e accedere in modo diretto, con i miei libri, alle lettrici grazie a piattaforme come Amazon, Narcissus, Kobo e LuLu, tanto per citare quelle più famose. Una specie di magia, per chi scrive, un mondo in grande mutamento che ho voglia di sperimentare.»
L’entusiasmo nella sua voce mi dà la sensazione di avere davanti a me una pioniera della nuova editoria. Per un attimo ripenso a Giulia Beyman: due donne molto diverse, ma unite dalla voglia di sperimentare.  Adele mi parla dei suoi romanzi e le chiedo qualche anticipazione sull’ultimo libro.
«Si intitola Roma 46 d.C. Vendetta, racconta la storia d’amore tra un arciere siriano, Arash Tahmurat, e una giovane di nome Mirta ma non ci saranno solo loro: torneranno Marco Quinto Rufo e sua moglie Livia. Vivranno un’avventura drammatica che sono sicura coinvolgerà ancora una volta le lettrici, riportandole a Roma, a Baia, con una puntatina a Ostia antica e una “scampagnata” nei boscosi e misteriosi territori di Marsi, gli antichi adoratori di serpenti, oggi terra d’Abruzzo.»
Com’è affascinante ascoltarla! Ho voglia di saperne di più. «Dalle tue parole traspare l'amore per la Storia con la S maiuscola, quanto c'è di storico nei tuoi romanzi
«Moltissimo Margherita. La struttura dei miei romanzi parte dalla Storia, poi nasce la vicenda d’amore tra i protagonisti. Sono pignola ed accurata e ogni particolare storico dei miei libri è vero, attentamente studiato e assolutamente realistico. Dalle strade che percorrono i personaggi, alle decorazioni degli interni delle domus, agli abiti, al cibo. Tutto è reale, così come sono le caratteristiche di un personaggio realmente esistito come Caligola o l’imperatore Claudio. Non ti nascondo che la parte della ricerca storica è quella che più mi affascina e diverte. Il prossimo libro della serie sarà ambientato tra Roma e Alessandria d’Egitto. Credo che sarà una bella sfida e ti posso svelare un segreto? Non vedo l’ora!»
Gli occhi le brillano mentre ne parla e a me piace l’idea di quel mix tra amore e storia.
«Qual è il tuo personaggio a cui sei più legata?»
«Ovviamente Marco Quinto Rufo. Lui è nato per primo, un militare romano tutto d’un pezzo che corrisponde all’idea che mi sono fatta leggendo le imprese di Scipione l’Africano, Pompeo, Antonio, Cesare ovviamente e Germanico, il padre di Caligola. Come non restare affascinata dalle loro imprese? Rufo è la sintesi di molti di loro con un tocco di modernità, dovuta all’esigenza di dover costruire una storia d’amore credibile, rispettando comunque lo stile romance.»
«Nei tuoi libri, dunque, la ricostruzione storica è molto meticolosa. Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo?»
«Dipende dalle ricerche che devo svolgere. Ma per dare al lettore la sensazione di essere davvero  nella scena che sta leggendo, devi possedere a fondo la materia che ti servirà per modellare la storia. Per esempio, per scrivere una scena in Roma 40 d.C. Destino d’Amore, quella in cui Rufo e Aquilato lottano nell’arena, ho guardato molti filmati di lotta libera e valetudo brasiliana. In Roma 42 d.C. Cuore Nemico, per la scena nel Circo Massimo, ho impiegato tre giorni interi per studiare a fondo il Circo, com’era strutturato allora e come avrebbero potuto muoversi i miei personaggi in quel contesto. Leggere dovrebbe essere come vedere un film e, secondo me, lo scrittore ha il dovere di mostrare tutto ciò che racconta.»
Vorrei farle ancora milioni di domande, ma il sole ormai è sceso e Nicola mi aspetta a casa. Però le chiedo un’ultima cosa: quando uscirà il nuovo romanzo e che progetti ha per il futuro.
«Roma 46 d.C. Vendetta  sarà in digitale su Amazon e Kobo il 30 giugno, mentre il cartaceo uscirà a metà luglio. Per quanto riguarda gli altri progetti, sono così tanti che rischio di farmi venire il mal di testa. Ti dico solo che nel 2016 usciranno dei contemporanei Romantic Suspense, il seguito della serie Legio Patria Nostra, ma ho in serbo un altro contemporaneo ambientato a Milano e uno storico, ai tempi della Rivoluzione francese ma con un pizzico di esotico…»
Ci lasciamo con la promessa di rivederci.
Non appena tornata a casa, ho scaricato il primo volume di Rufo e dopo cena penso che mi immergerò nella lettura. Ah dimenticavo! Vi lascio con la ricetta degli spiedini alla paprika, sicuramente Rufo li avrebbe apprezzati!

SPIEDINI ALLA PAPRIKA

Ingredienti  per 4 persone

300 gr di maiale
300 gr di pollo
200 gr di salsicce mignon
1 peperone giallo
1 peperone verde
1 vasetto di yogurt
paprika
rosmarino
salvia
olio evo
stecchini lunghi per gli spiedini

Procedimento

spiediniepaprika_ flumerigiacometti_haricotvertPreparate gli spiedini alternando un bocconcino di carne a uno di peperone
Fate una marinatura con l’olio, il rosmarino e la salvia. Con questa spennellate gli spiedini mentre li fate cuocere sulla griglia o su una piastra.
Servite gli spiedini con una salsa che avrete  creato amalgamando lo yogurt con la paprika e un goccio di olio evo. Buon appetito!