ITALIA IN GIALLO – TRIPALDI

ALESSIA TRIPALDI - GLI SCOMPARSI

Nuova settimana, nuovo viaggio. Questa volta abbiamo scelto il romanzo  di un’esordiente che ci porta da Torino fino all’Abruzzo, con i suoi paesini arroccati sui monti, i suoi boschi incontaminati, la sua natura dura e selvaggia.

Gli scomparsi  di Alessia Tripaldi.

Alla base di questa storia c’è un’idea originale che incuriosisce immediatamente: chi investiga è Marco Lombroso, il cui trisavolo è addirittura  Cesare Lombroso,   padre fondatore della criminologia secondo alcuni,  scienziato pazzo secondo altri. Marco ha studiato criminologia e, durante il corso, ha conosciuto Lucia, ma qualcosa  gli ha impedito di proseguire. Nella sua casa a Torino ha un baule  con due Atlanti dei Criminali, uno è quello del suo trisavolo Cesare Lombroso, l’altro il suo. È fra quelle pagine che dovrà cercare per scoprire chi è alla base dei crimini su cui sta indagando la sua compagna di università Lucia Pacinotti.

Sarà proprio lei a convincerlo a rimettersi in gioco, portandolo nel cuore di un Abruzzo chiuso, un Abruzzo arcaico, un Abruzzo dove ci si può nascondere e dove si può vivere lontano da tutti e da tutto.

Gli scomparsi  è un libro dove si sprofonda nel male, dove nulla è come sembra, dove l’imperfezione diventa perfezione.

 

 

“Lo scenario che appare oltre la salita, però, le fa dimenticare la fatica, il sudore e anche la ragione per cui sono lì. I costoni di roccia svettano altissimi e solenni, come a voler proteggere quell'angolo di bellezza. Lucia viaggia con gli occhi fra i colori: il bianco polveroso della pietra, il viola e il grigio delle venature, il verde degli alberi ritorti, aggrappati alle pareti verticali contro ogni legge di gravità. I piedi dei castani sono bagnati da un laghetto in cui l'azzurro dell'acqua si mischia al limo del fondale, creando l'effetto di un fondo di bottiglia. Il laghetto si insinua nella grotta, che dall'alto non è che un foro nella roccia, come aveva detto Leone. Il miraggio di trovarsi in un posto di un altro tempo, mai attraversato da esseri umani, svanisce con il brulichio  degli uomini della scientifica...”

da Gli Scomparsi di Alessia Tripaldi

 

 

IL LIBRO

GLI SCOMPARSI (NERO RIZZOLI) ALESSIA TRIPALDI

Gli scomparsi non è solo un thriller psicologico che toglie il respiro: è il viaggio al termine della ragione dove si nasconde l'altra faccia di ognuno di noi.
Un cadavere mutilato emerge da un tumulo di sterpaglie. Un ragazzo scalzo e magro dice di chiamarsi Leone e che quello è il corpo di suo padre, con cui ha sempre vissuto nei boschi. Quale segreto si nasconde tra le montagne impenetrabili del Centro Italia?
La risposta spetta al commissario Lucia Pacinotti. «Un'altra sigaretta e poi vado» è la frase che ripete tra sé mentre è appostata in macchina cercando il coraggio di bussare alla porta del suo vecchio compagno di università, Marco Lombroso. Nonostante la frattura improvvisa che li ha separati anni prima, lui è l'unico che può aiutarla a dipanare il mistero del "ragazzo dei boschi".
Ciò che Lucia non sa è che bussando a quella porta costringerà Marco a riaprire anche il vecchio baule ereditato dal suo avo, Cesare Lombroso.
Tra le pagine dell'Atlante dei criminali, nei pattern che collegano i crimini più efferati della Storia, si cela la verità, ma per trovarla è necessario addentrarsi nei fitti boschi delle montagne e in quelli ancora più intricati dell'ossessione per il male.

 

 

“«Gli insediamenti aracaici ci dicono che già nel Paleolitico questi monti erano abitati, che qui sono stati costruiti villaggi e necropoli, in parte vincendo la durezza della roccia, in parte sfruttando le cavità che la montagna offre naturalmente.»

«Insomma, trovare in tempo i bambini è quasi impossibile.»

«No. È solo difficile. E poi con l’aiuto del ragazzo avremo qualche chance in più, no?»

«Quale ragazzo?»

«Il ragazzo che avete in custodia voi, quello che viveva nei boschi…»“

da Gli Scomparsi  di Alessia Tripaldi

 

 

Ti sei mai chiesta perché ho lasciato l’università? … per allontanarmi da Cesare Lombroso, dalla tara che ho ereditato da lui. … sono ossessionato come lui dagli psicopatici, dai criminali, e sai perché? Perché siamo come loro, le nostre menti sono deviate come le loro! Vogliamo capirli, riusciamo a capirli, perché abbiamo lo stesso buco nero nel cervello!”

da Gli Scomparsi Alessia Tripaldi