GIALLO E NOIR SECONDO CARLO LUCARELLI

 

 

 

GIALLO E NOIR

SECONDO  

CARLO LUCARELLI 

Le riflessioni illuminanti di uno dei maestri  italiani del noir: quando il genere va oltre il genere

Quello che noi continuiamo a chiamare giallo è il risultato di un’evoluzione avvenuta all’interno di quel sistema di regole che risponde ogni volta allo spirito dei tempi, ogni volta è una rivoluzione.

Il bello del nostro genere (il noir nda) è che non c’è mai stato un modo di scrivere codificato, nonostante qualcuno tenti di fissare le “dieci” o “venti” regole del giallo. Perché quello che conta è la sorpresa. Il colpevole non può essere sempre il maggiordomo.

Quello che fa la differenza è scrivere un’opera di narrativa incentrata su un mistero sviluppato secondo le tecniche della suspense e del colpo di scena, fino a uno svolgimento finale inatteso. La differenza è il modo di raccontare. Questo è noir.

Raccontare un  mistero funziona se è irrisolto, se ci coinvolge, ma soprattutto se è inquietante.

Siamo legati alla parola. All’umanità, alla contraddizione del personaggio. Al contesto sociale e politico.

Ho sempre paragonato il nostro genere al jazz. Non si può dire solo jazz, perché devi aggiungere una serie infinita di etichette, perché il bee bop non è il dixieland, eppure appartengono tutti a quell’unica grande famiglia, una musica in cui si improvvisa basandosi su degli standard, che sono poi le regole del giallo.

Il noir non va inteso come un “genere” ma come un’ottima macchina, una specie di Ferrari che è la narrativa del colpo di scena, un gancio meraviglioso per attrarre il lettore.

C'è un modo di raccontare le storie in modo appassionante. Senza inventare, senza distorcere, senza mancare di rispetto. Ma documentandosi e ponendosi le domande che si porrebbe il proprio lettore o spettatore.

Allo scrittore di romanzi gialli non basta sapere chi è l'assassino. Ho bisogno di tanti perché e molte volte la verità giudiziaria questo non me lo dice. Lo scrittore deve, in altre parole, "colorare la cronaca nera",   raccontare con i tempi e i modi giusti per creare suspense e interesse.

Nel giallo esiste “l’uomo che cerca” e “l’uomo che nasconde”.

Quando inizio un romanzo non so come va a finire. So che ci sono dei meccanismi che devo usare e inizio con un mistero, però  voglio scrivere anche altre cose: un personaggio, uno stile, un ambiente.