GABRIELLA GENISI – Solare sensuale e anticonformista racconta la sua Puglia con ironia

GABRIELLA

GENISI

Solare, sensuale  e anticonformista racconta la sua Puglia con ironia , dando vita a  personaggi indimenticabili che presto vedremo sul piccolo schermo.

Scoperta al Women’s Fiction Festival, hai dato vita a una narrativa ironica e con La circonferenza delle arance nel 2010 hai conquistato il pubblico italiano con un commissario anomalo,  Lolita  Lobosco, poliziotta sexy, intelligente e spiritosa. Come è nato questo personaggio? Quanto di Gabriella c’è in lei? Chi è Lolita?

La commissaria Lolita Lobosco nasce durante le vacanze di Natale 2006 come omaggio ad Andrea Camilleri e al suo Salvo Mantalbano e per colmare una lacuna presente nel panorama della letteratura poliziesca italiana. Esistevano sì le poliziotte ma ricoprivano al massimo il ruolo da ispettrice. Lolita è bella, preparata, ironica. E’ una donna del Sud empatica e accogliente, le piace il mare, la buona cucina e le macchine cabrio. In questi dettagli ci sono anch’io.

Tutte le protagoniste delle tue storie sono donne, ci spieghi il perché di questa scelta.

Cito Grace Paley che affermava quanto scrivere di donne in epoca contemporanea sia un atto politico. In un contesto dove ogni due giorni una donna viene ammazzata in quanto tale, raccontare le donne attraverso i personaggi di un libro, è quanto mai necessario.

Il territorio nei tuoi libri ha sempre una forte importanza, il sud è, infatti, l’altro grande personaggio delle tue storie:   quanto ha influito essere nata e vissuta in Puglia?

E’ fondamentale perché il territorio è parte integrante delle storie che racconto, e al tempo stesso cooprotagonista. Certe storie sono dettate dai luoghi e dal contesto, se si svolgessero in Val d’Aosta avrebbero altri ritmi, altri colori, altri suoni.

Quest’anno con Rizzoli sei tornata al giallo con Pizzica Amara,  presentando un nuovo personaggio, Chicca Lopez. Parlaci di lei, di questa protagonista fuori dagli schemi.

Il maresciallo Chicca Lopez in servizio al Comando Provinciale di Lecce è l’occasione per raccontare la generazione dei Millenial e della Nex Generation, con i loro dubbi, le precarietà, la fluidità, anche quella sessuale. Chicca vive da 10 anni con una ragazza ma scopre che non le dispiace un ragazzo conosciuto da pochissimo.

Come trovi gli spunti e le idee per le tue storie?

...si chiama ispirazione. Arriva per caso, per un luogo che visiti, un incontro, un libro letto, un caso di cronaca. Sai che all’improvviso hai urgenza di scrivere una storia che solo un attimo prima non c’era.

Inizi il romanzo solo se hai una scaletta ben definita  o scrivi di getto?

La scrittura è espressione creativa, per quanto mi riguarda nessuna scaletta, solo un’idea che si definisce man mano, al massimo una scheda per l’editore.

Parti da un personaggio o da una situazione?

Per quanto riguarda gialli e noir, dal personaggio. Per altra narrativa dalla storia, dalla situazione.

Quando scrivi hai in mente un preciso target di lettori?

No, mai. Ma so di avere – cosa abbastanza inconsueta per una scrittrice, un folto numero di lettori di sesso maschile.

A tuo avviso è importante seminare indizi che permettano al lettore di arrivare da solo alla soluzione?

Solo se la storia lo richiede.

Il colpevole deve essere un personaggio che ha una rilevanza nella storia?

 Dipende. La cosa importante è che non arrivi nella storia all’improvviso.

Tre doti che deve avere uno scrittore di gialli/noir.

Non lo so.. l’intuito forse. E poi l’ironia, la fantasia.