A SCUOLA DAI GRANDI – PATRICIA HIGHSMITH O le non regole della suspense

PATRICIA HIGHSMITH

O le non regole  delle suspense

In Plotting and writing suspense fiction,  in italiano Come si scrive un giallo. Teoria e pratica della suspense, tradotto da Minimun Fax, la Highsmith dà una serie di consigli agli aspiranti scrittori, non solo di gialli. Ma non si tratta di regole precise, quanto piuttosto di suggerimenti derivati dalla sua esperienza personale. Eccone una breve sintesi.

 

La prima persona a cui dovete pensare di fare piacere, nello scrivere un libro, siete voi. Se riuscite a divertirvi per tutto il tempo che scrivere un libro richiede, l'editore e i lettori possono venire dopo. E verranno.

Non basta avere una buona storia per essere scrittori, bisogna saperla raccontare.

I pittori sono abituati a usare gli occhi e uno scrittore farebbe bene ad imitarli.

Che sia la trama o il personaggio a prendere in mano la storia è indifferente, ambedue i metodi sono ugualmente validi.

Alcune storie non si sviluppano per partenogenesi, ci vuole una seconda idea per metterle in moto.

Ogni scrittore deve porsi delle domande cruciali:

  • Il protagonista ne uscirà vincitore o vinto?
  • L’atmosfera è da commedia, da tragedia o mista?
  • Uso una narrazione piatta di eventi e di sorte crudele e sarà il lettore a interpretarla?

Una trama non deve essere mai essere una piattaforma rigida nella mente di uno scrittore, deve essere piuttosto flessibile,  per lasciare liberi i personaggi di muoversi e prendere le proprie decisioni come le persone reali. Trame rigide possono sfociare un cast di automi.

Per un autore esordiente è importante fare una scaletta capitolo per capitolo in cui segnare i punti salienti. La domanda da porsi è questa: in che modo questo capitolo farà procedere la storia? Questo aiuta a rendere concreto il lavoro che bisogna svolgere, evitando di perdere elementi importanti per strada.

Nelle trame e nelle situazioni le coincidenze hanno un loro fascino, ma non devono essere  del tutto incredibili.

Ogni storia ha un suo ritmo, non bisogna cercare di forzarlo, alcune hanno una partenza lenta, altre una sincopata, dipende dal tipo di racconto che si sta creando.

Una svolta inattesa degli avvenimenti è l’ideale per sorprendere il pubblico, ma attenzione, l’essenziale è che sia coerente con il carattere dei personaggi che sono stati creati.

Lo scrittore di suspense è attratto inevitabilmente dal criminale, dalla sua psicologia perché deve  raccontare ciò che avviene nella sua testa e non può farlo se non è in sintonia con lui.

 

Last but non least, la Highsmith sottolinea l’importanza della prima pagina:  consiglia sempre di scriverla più volte e di dedicarle molto tempo, perché è quella che  spingerà il lettore a infilarsi con tutte le scarpe nella storia o, viceversa, quella che lo spingerà a chiudere il libro abbandonandolo. Se non si è convinti del lavoro fatto, suggerisce di lasciarlo riposare per  tornarci sopra il giorno seguente e quello dopo ancora, fin quando il risultato non sarà  del tutto soddisfacente.