A SCUOLA DAI GRANDI – JAMES ELLROY

 

JAMES ELLROY

È stato definito “uno dei più grandi scrittori americani dei nostri tempi” (LA Times) e “il maestro contemporaneo della narrativa hard boiled” (The Guardian), mentre lui stesso ha dichiarato senza ombra di modestia: “Sono un  maestro della narrativa. Sono anche il più grande autore di crime che sia mai vissuto. Io sto alla narrativa crime come Tolstoj sta al romanzo russo e come Beethoven sta alla musica.” E ha aggiunto: “Lo so e basta. So di essere così bravo.”

E lo è davvero. Ma oltre alla genialità, il suo successo è frutto di un duro lavoro e di una ferrea disciplina.

QUI E ORA

Una delle caratteristiche distintive di Ellroy è che ciò che accade nei suoi romanzi accade adesso. Le sue frasi brevi e secche sono come colpi di pistola che vanno sempre a segno. L’immediatezza della sua scrittura si traduce in una esperienza immersiva piuttosto che in una descrizione e si addice in modo particolare alla crime fiction, dove il colpo arriva violento e inaspettato.

 

 LO SCHEMA DEL ROMANZO

“Comincio sedendomi al buio. Di solito  sul divano del soggiorno. Me ne sto lì sdraiato e le cose mi arrivano, a poco a poco” ha detto.

Prima di cominciare a delineare uno schema, Ellroy lascia sedimentare per un po’ nella sua immaginazione le idee principali e i personaggi.

“Faccio note, su note, su note” ha dichiarato. “E quando ho informazioni sufficienti – la chiave della trama, le storie d’amore, l’intrigo, la conclusione – allora scrivo una sinossi usando abbreviazioni per tutto nel modo più veloce possibile.”

E ancora:

“La prima parte dello schema è  la descrizione  di ogni personaggio. Poi si passo ai dettagli della storia. Poi definisco ciò che voglio dire. Infine procedo con la storia, facendo lo schema di ogni capitolo. Il tutto scrivendo a mano, senza computer.”

In realtà non si tratta solo di uno schema, ma di una sovrastruttura piena di idee e di spunti per la storia da sviluppare. In realtà, una volta finito, è la prima bozza del romanzo.

IL PUNTO DI VISTA

“Non ho mai usato la terza persona onnipresente” dice a proposito del POV. “Di solito utilizzo tre punti di vista. La storia è vista tutta in soggettiva. Si vede tutto attraverso gli occhi del singolo personaggio, in genere un uomo e un poliziotto.”

IL DIALOGO

“Il dialogo dev’essere divertente” dice l’Autore. “Dev’essere stringato. Dev’essere più che una semplice esposizione. Io ho a che fare con criminali e poliziotti piuttosto pericolosi, che sono inclini a essere rozzi e diretti. Amo il linguaggio dell’hard boiled, ma questo modo di esprimersi, questo livello di essenzialità, dev’essere funzionale alla trama.”

LO STILE

Anche se Ellroy ha riconosciuto di essere stato influenzato da scrittori come Dashiell Hammett, James Caan e Don DeLillo, il suo stile è personale e unico. E cambia in ogni romanzo. “A volte è  la materia che hai a disposizione che determina lo stile” ha dichiarato.

LE FONTI

Poiché buona parte dei suoi romanzi hanno ambientazioni e ricostruzioni storiche molto accurate, Ellroy si serve di collaboratori che lo aiutano a raccogliere la grande mole di materiale e di informazioni necessaria a mescolare nelle sue saghe personaggi realmente esistiti – come ad esempio J.Hedgar Hoover, Howard Hughes, Fidel Castro e  i Kennedy - con quelli inventati da lui. Per accentuare l’accuratezza della ricostruzione storica, utilizza anche trascrizioni di telefonate, articoli da riviste di gossip e promemoria dei dipartimenti segreti del governo.

IL FINALE

Naturalmente tutti i fili della trama  alla fine devono  riannodarsi. “Tutto deve essere perfetto” dice Ellroy. “Io sono un lavoratore laborioso, infaticabile  nella riscrittura.”  Non solo: “I miei libri devono finire con un’elegia ad alto tasso drammatico.”

UN CONSIGLIO AGLI SPIRANTI SCRITTORI

Ellroy, come molti suoi personaggi, ha avuto una vita sregolata e avventurosa, ha sperimentato droghe, alcool, ossessioni e perdita di controllo, ma dà un avvertimento ai giovani aspiranti scrittori: “Non pensate che, siccome l’ho fatto io, sia necessario.” Quindi sfata l’affermazione “Scrivete di ciò che conoscete.” A suo avviso una combinazione di immaginazione, ricerca e schemi dettagliati supplisce alla mancanza occasionale di conoscenza di un particolare argomento.

“Non sono mai stato un investigatore privato, non ho mai assassinato un presidente”  ha affermato “Ma queste sono il tipo di cose di cui mi piace scrivere.”