A SCUOLA DAI GRANDI – GEORGES SIMENON

GEORGES  SIMENON

“Sono un anarchico e un cittadino del mondo, per il resto me ne frego”

 

Le parole d’ordine per uno scrittore secondo Simenon sono tre: metodo,  rigore e sacrificio. Le prime che ogni aspirante scrittore dovrebbe imprimersi bene nella mente.

È stato tra gli scrittori più prolifici del Novecento, ma mai a scapito della qualità, che si trattasse dei romanzi con protagonista il celeberrimo commissario Maigret – settantacinque - , di quelli senza di lui, definiti da Simenon ‘romanzi romanzi ‘ – centodiciassette -, o dei  tanti  racconti – più di centocinquanta.  In totale sei libri all’anno, tradotti in più di venti lingue. Un record per un autore che ha sempre lavorato da solo.

METODO E RIGORE

Prima di tutto Simenon stabilisce un calendario rigoroso: un romanzo in due settimane, undici giorni per scrivere 11 capitoli, al ritmo di un capitolo al giorno, più tre per la revisione. E una giornata scandita da ritmi altrettanto rigorosi: “Sveglia alle 6. Piscina, passeggio. Lavoro, corrispondenza, telefonate. Quindi colazione alle 12 precise. Letture a sfondo scientifico, conversazione”.

Poi il mondo viene tagliato fuori: “Quando scrivo mi isolo completamente , non rispondo al telefono , non parlo con nessuno. Mi calo completamente nei mio personaggio , penso come lui, sento quello che  sente lui.”

Dopodiché si procede con l’ausilio del ‘supporto tecnico’ disponibile all’epoca: “L’elenco del telefono per i nomi, la piantina della città  per vedere esattamente dove accadono i fatti.”

PERSONAGGI E  STORIE

È arrivato il momento per lo  scrittore di interrogarsi sui personaggi, perché è da loro che nascono le storie, dalla loro caratterizzazione che nascono gli intrecci: “Ho un certo uomo, una certa donna  e un ambiente. Cosa succede,  che obblighi entrambi a superare il limite? È questa la domanda.”

Il suo mondo  è quello degli hotel di seconda classe, della piccola gente, dei vagabondi, degli sfortunati, della gente comune spinta a comuni atti di violenza.  ‘Comprendere senza giudicare’ era il suo motto e quello di Maigret. Ma in ognuno dei suoi personaggi chi legge ha la possibilità di ritrovarsi: “Cerco di dare un peso a ciascuno di loro, come fosse una statua, e di renderlo fratello di ogni persona al mondo.” A questo punto si può partire:  “Poi  scrivo il romanzo. Non uso una scaletta, mi annoierei a morte, non lo troverei interessante. Scrivo solo chi sono i personaggi, i loro nomi, l’età e le famiglie. Non so assolutamente nulla dei futuri avvenimenti.”

 ‘MATERIA’ DEI ROMANZI

Simenon attinge alla materia inesauribile che gli deriva dall’osservazione della vita reale. Era solito fare lunghe passeggiate  e sostare in luoghi di passaggio come mercati, bistrot e bar  e ‘rubare’ il modo di parlare e di muoversi, i tic, le espressioni, le risate delle persone che osservava, per poi riplasmarli e mescolarli per creare i suoi personaggi.

Un’altra preziosa fonte d’ispirazione furono i suoi numerosi viaggi. Che si trattasse degli Stati Uniti o di Paesi tropicali, era sempre pronto ad annotare ogni dettaglio che potesse travasare nelle sue storie, grazie anche ai numerosi reportage che scrisse per il quotidiano France-Soir.

Anche la cronaca,  che leggeva sempre con attenzione, gli permetteva di raccogliere spunti da rielaborare e riproporre nelle sue storie,   grazie alle  annotazioni su persone, luoghi ed eventuali fatti di sangue.

Tutte le sue  note, i ritagli di giornale, le mappe, gli appunti e  il materiale che era andato raccogliendo negli anni andava a formare un immenso archivio, a cui poter attingere nelle fasi della scrittura.

 

 CONSIGLI DI SCRITTURA

Premesso che, secondo Simenon, scrivere non è una professione ma “una vocazione all’infelicità” , ecco  alcune indicazioni per chi sentisse dentro di sé questa vocazione.

Uno scrittore deve saper guardare dentro gli altri attraverso l’esperienza che ha di sé, scrive immedesimandosi perché sente che l’altro è come lui.

I personaggi devono essere tridimensionali: avere  un lavoro, delle caratteristiche, un certo peso.

Non essere mai troppo letterari. Bisogna togliere aggettivi, avverbi, ogni parola che è messa lì solo per fare effetto.

Leggere molto, ma saggi, libri di biologia, storia, medicina.

Il consiglio a un giovane scrittore: prima leggere voracemente e dopo vivere per poi  poter scrivere.

Per la bibliografia questi sono i link che si possono consultare:

https://emonsaudiolibri.it/autori/georges-simenon

https://www.adelphi.it/catalogo/autore/945

https://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Simenon#Bibliografia