A SCUOLA DAI GRANDI – Ed McBAIN (2° parte)

 

CONSIGLI PRATICI DI UNO SCRITTORE PROLIFICO

(ALIAS ED MCBAIN)

PER COMINCIARE E FINIRE IL VOSTRO ROMANZO (2^ parte)

 

Ecco la seconda parte degli ironici, ma non per questo meno preziosi, consigli del grande Ed McBain per completare il vostro romanzo, inviarlo a un editore e non perdere tempo nell’attesa di una risposta.  

LA REVISIONE

L'unico aspetto veramente creativo della scrittura di un romanzo è la prima bozza.  Ovvero quella che viene direttamente dalla testa e dal cuore, quindi dall' inconscio. Il resto è lavoro ingrato. E tuttavia è lavoro ingrato che deve essere fatto. Sia che tu riscriva subito da capo il capitolo che hai scritto la notte prima o che tu riscriva tutto quando sei arrivato alla fine del libro, devi comunque riscrivere. Ma fai attenzione. Puoi lucidare e pulire qualcosa fino a farlo splendere come un diamante ma rischi di ritrovarti con qualcosa di duro e luccicante a cui manca completamente la scintilla interiore scoccata al tuo primo approccio con il foglio. Cerca di dare a ogni rilettura del tuo materiale la stessa freschezza della prima volta. Lo rileggerai almeno una ventina di volte prima di aver finito. Ogni volta, chiediti qual è il tuo obiettivo. Vuoi che il lettore pianga quando leggerà la scena? Bene, tu stai piangendo? Se la risposta è no, domandati il perché. Cerca di capirlo. Qualcuno ha detto qualcosa che ha cambiato l’atmosfera della scena? Per caso quel  prato di narcisi è troppo allegro per il tono della scena? La tua eroina si è messa a battere i piedi quando invece avrebbe dovuto strapparsi i capelli? Lavoraci, e poi lavoraci ancora. Quando comincerai a piangere, allora ce l'avrai fatta.

 

LA FINE DEL LAVORO

Come fai a sapere quando hai finito?  Avrai finito quando sarai soddisfatto. Se hai scritto una scena per la prima volta, lasciala riposare. Di' a te stesso:  “È fantastica”  e lasciala riposare. Saprai che ti stai avvicinando alla fine perché improvvisamente rallenterai. Quando questo avviene, stabilisci degli obiettivi più ridotti. Invece di cinque pagine al giorno, decidi di scriverne tre. Stai rallentando perché non vuoi lasciare andare la storia. Avete vissuto insieme per molto molto tempo, hai tenuto nella tua tenda questo animale puzzolente e hai imparato ad amarlo, e ora sei riluttante a lasciarlo andare a galoppare sulla spiaggia fuori dalla tua vita. La tentazione è di tenerlo con te per sempre, di fargli il bagno e di profumarlo continuamente, di spazzolarlo e di strigliarlo, di depilargli le sopracciglia e di mettergli un nastro sulla coda. Riconosci questa tentazione e ammetti anche che, alla fine, tutti crescono e se ne vanno di casa. Quando  avrai fatto il meglio di quello che potevi fare arrivati a questo punto (ci saranno altri libri, vedrai ), metti il manoscritto in una busta, dagli un bacio d'addio e mandalo nel grande e ostile mondo.

L’INVIO

Fai molta attenzione alla scelta di un agente o di un editore. Scegli un editore che abbia pubblicato in precedenza libri dello stesso genere del tuo. Non mandarlo in giro alla cieca. Se il tuo romanzo sposa l'ateismo, non mandarlo a un editore religioso.

L’ATTESA

E dunque adesso la tua creatura se ne va in giro cercando di guadagnarsi da vivere.  No, è nella cassetta della posta! Maledizione. Avresti voluto non metterla mai al mondo. Strappi l’involucro del pacco. Poche righe gentili ed evasive: “La ringraziamo ma non ci interessa…” Disperazione. Coraggio, amico, spediscilo di nuovo. Ma ecco che ritorna indietro. E ancora. E ancora. Ma non arrenderti, il mondo è pieno di editori. Rifai il pacchetto, lo spedisci e aspetti di nuovo. Perché? Perché aspettare? Perché star lì a vegliare la cassetta della posta? Perché aggirarsi per l'ufficio postale con la stessa faccia  che hanno quelli sui poster dei ricercati? Piuttosto dovresti metterti a pensare. Dovresti ragionare su una nuova idea. Non aspettare. Quello che devi fare adesso è…

RICOMINCIARE

Se non hai un’idea, lascia perdere. Se non hai un’idea che intendi mettere per scritto, lascia perdere.  Dovrai passare molto tempo con questo romanzo, perciò è meglio che, prima di cominciare, tu ci abbia pensato bene. Quando sarà pronto per essere scritto, lo saprai. Scrivilo.

 

 

Tratto da: Evan Hunter, Dig and get it done, in The Writer, Boston, June 2005, vol.118, Iss.6, pg 26