A SCUOLA DAI GRANDI . Consigli pratici di uno scrittore prolifico (alias Ed McBain) per cominciare e finire il vostro romanzo

CONSIGLI PRATICI DI UNO SCRITTORE PROLIFICO

(ALIAS ED MCBAIN)

PER COMINCIARE E FINIRE IL VOSTRO ROMANZO

(1^ parte)

 

Stile colloquiale e diretto, pragmatismo condito dalla immancabile ironia: ecco i preziosi consigli di scrittura di Ed McBain (qui Evan Hunter) a tutti gli aspiranti scrittori.

L’INIZIO: LA VOCE

Se non hai un’idea, lascia perdere. Se non hai un’idea che intendi mettere per scritto, lascia perdere.  Dovrai passare  molto tempo con questo romanzo, perciò è meglio che, prima di cominciare, tu ci abbia pensato bene. Quando sarà pronto per essere scritto, lo saprai. Lo saprai perché non riuscirai a togliertelo dalla testa. Starà con te giorno e notte, letteralmente. Lo sognerai addirittura. Ma quando succede, non precipitarti alla tastiera. Torna a dormire. Solo nei film gli scrittori si alzano la notte in preda all’ispirazione. Il momento di mettersi al computer è quando hai la mente fresca e sei pronto per la battaglia. Ci sarà senza dubbio una battaglia, un assedio che sembrerà durare in eterno. Perciò siediti, mettiti comodo e comincia. All’inizio niente schema o scaletta, solo quello orientativo che hai nella mente e al centro l’idea.  Adesso devi trovare la voce. Questa è la cosa più importante in un romanzo. La voce. Chi racconta la storia? Perché? Se hai sessant’anni e scrivi in prima persona di uno studente  sedicenne, fai attenzione alla voce. Potrebbe essere la tua, e sarebbe un errore. Se scrivi in terza persona, puoi cambiare il tono della voce quando passi da un personaggio all’altro, ma la voce deve rimanere coerente. La voce è il tuo stile. Non aver paura di passare giorni o addirittura settimane alla ricerca della voce. Sarà tempo ben speso. Quando l’avrai trovata, te ne accorgerai. Le cose improvvisamente funzioneranno.

LA SCALETTA

Una volta trovata la voce, scrivi il primo capitolo o la prima scena. Funziona ancora? Bene, a questo punto fai la scaletta. Prima di tutto, decidi quanto deve essere lungo il romanzo. Sei l’unico a sapere di cosa parla la tua storia e ad avere un’idea di quante pagine avrai bisogno per raccontarla. Vuoi scrivere un romanzo di 300 pagine? Ok, di quanti capitoli hai bisogno? La lunghezza del capitolo dipenderà da quello che vuoi raccontare in quel capitolo. Se descrivi la Battaglia di Waterloo, sarà difficile farla entrare in dieci pagine. Se racconti di un uomo che va a buttare la spazzatura, avrai probabilmente soltanto una scena e dovrai aggiungerne altre per ottenere un intero capitolo. Fai la scaletta a modo tuo, non come ti insegnano a scuola. Io ho schematizzato un capitolo di 40 pagine solo con le parole: “conflitto tra padre e figlio”. Di’ quello che vuoi esprimere in un determinato capitolo. Non c’è bisogno di scalettare l’intero libro. Fermati dove arriva la tua immaginazione.  In seguito, quando avrai scritto i capitoli già scalettati, fai un’altra scaletta di quelli successivi. Se ti accorgi che bisogna aggiungere un capitolo tra qualcosa che è accaduto prima e quello che accadrà dopo, e non sai cosa mettere tra queste due fette di pane, limitati a scrivere “capitolo mancante”. Ci tornerai in seguito, tanto ne avrai per un bel po’

I PASSI SUCCESSIVI

Fissa ogni giorno un obiettivo, mettilo per scritto e attaccalo al muro. Dieci pagine? Cinque pagine? Due pagine? Non ha importanza.  Basta che sia realistico, che tu lo stabilisca e lo raggiunga. Se stai scrivendo un romanzo di 400 pagine, ti sembrerà impossibile riuscire a finirlo. Quattrocento pagine possono significare un anno, ma il tuo obiettivo quotidiano è qui e ora ed è importante stabilire quell’obiettivo e raggiungerlo, in modo da avere la sensazione di una immediata gratificazione. Al termine di ogni settimana, segna sul tuo calendario il numero delle pagine che hai già scritto. Fai scorta di nocciole. Guarda la scorta che cresce. Manda avanti le cose. Se ti blocchi, se devi scrivere una tenera scena d’amore e hai appena litigato col tuo commercialista, metti a frutto la rabbia. Vai avanti e scrivi il capitolo sulla Battaglia di Waterloo. Non smettere di scrivere! Certo, è più facile andare a pescare o a sciare, ma siediti piuttosto a quella benedetta macchina da scrivere e fissa le quattro mura per tutta la giornata, se devi farlo. Non c’è niente di più noioso che fissare un muro. Alla fine, se non altro per sfuggire alla noia e perché hai  giurato a te stesso di non alzarti da quella sedia, ricomincerai a scrivere. Al termine della giornata, rileggi quello che hai scritto. Se pensi che sia una schifezza, non buttarlo via. Leggilo ancora la mattina successiva. Se ti sembra sempre una schifezza, fallo di nuovo. Se ancora non ti convince, e non sai perché, vai avanti. Non fermarti. Il bello dello scrivere, a meno che non si tratti di un discorso pubblico, è che puoi correggere tutto in seguito.

(continua)

 

Tratto da: Evan Hunter, Dig and get it done, in The Writer, Boston, June 2005, vol.118, Iss.6, pg 26